sabato 12 novembre 2011

Il potere dell'amicizia

Cosa c’è di più convincente del passaparola per iniziare a leggere un libro? Niente, a parte forse qualche recensione non troppo lunga e comprensibile con una lettura disimpegnata.
Nel vedere esibite conoscenze letterarie si avverte sempre un pizzico di vanità: “Esistono due motivi per leggere un libro: uno, perché vi piace e l’altro, che potrete vantarvi di averlo letto”, diceva Bertrand Russell.
E' lo stesso parlando di dischi musicali, film, viaggi. Delle serie tv, dei ristoranti, dell’abbigliamento.

Il fenomeno è nella cultura che, come tutte le astrazioni dell’uomo quando è libero dal bisogno, possiede nella sua essenza qualcosa di vano che nell’arte raggiunge la sua forma più pura.
La cultura è “un gioco”. Ma le sue regole sono uno strumento di dominazione.
In ogni campo.

Con i nostri consumi culturali ci agitiamo nell’arena sociale e più o meno inconsapevolmente non facciamo altro che affermare il nostro modo di essere distinguendoci e distinguendo gli altri in un continuo riflesso di specchi.

Cosa c’è di più personale sui libri di un blog sui libri? Niente, a parte forse quei pochi libri sfogliati nella mia libreria, per cui ce ne sono almeno altri cento che avrei voluto leggere.
È proprio il piacere ludico della letteratura che spinge le persone a parlarne e a diffonderne la conoscenza. È proprio il piacere per l’arte, la forma letteraria, il piacere onirico che a volte ci regalano i libri, da amare anche come oggetto. La copertina, i caratteri, la carta.

È attraverso il passaparola, quello più disinteressato, quello più sincero e appassionato, che spesso mi sono ritrovato a dire: chi l’avrebbe mai letto?

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